Un tavolo istituzionale per salvare l’ufficio del Giudice di Pace. Si è svolto nella giornata di ieri, 31 gennaio 2026, l’incontro promosso dall’associazione forense per analizzare le prospettive di mantenimento dell’ufficio giudiziario, sempre più a rischio chiusura per carenza di personale.

Alla riunione hanno partecipato il presidente dell’associazione forense, avvocato Giuseppe Salerno, insieme a un comitato delegato dall’assemblea degli avvocati composto dagli avvocati Ludovico Peschechera, Nicola Lopizzo e Ruggiero Piccolo. Presenti anche i sindaci dei comuni di Margherita di Savoia, San Ferdinando di Puglia e Trinitapoli, rispettivamente Bernardo Lodispoto, Michele Lamacchia e Francesco di Feo.

Nel corso della discussione, il presidente dell’associazione forense ha illustrato il quadro delle risorse attualmente disponibili, i risultati conseguiti dall’ufficio e le criticità strutturali che deriverebbero da un’eventuale ipotesi di trasferimento o chiusura. Il problema principale è la carenza di personale amministrativo, inadeguato a fronteggiare l’incremento del carico di lavoro destinato ad aumentare in modo significativo a seguito della riforma della giustizia di prossimità, che ha ampliato le competenze del giudice di pace sia in ambito civile sia penale.

I sindaci hanno ribadito unanimemente la piena disponibilità delle amministrazioni comunali a mantenere aperto l’ufficio del giudice di pace, ma a condizioni precise. È stato richiesto che venga formalmente riconosciuto che non sussiste alcuna volontà politica di procedere alla chiusura e che le criticità attuali siano esclusivamente riconducibili alla carenza di risorse umane, e non a limiti di natura economico-finanziaria.

Durante l’incontro è stata condivisa la volontà di avanzare una formale richiesta per l’istituzione di un ufficio di prossimità, quale presidio territoriale di supporto al sistema giudiziario. Questo strumento è volto a facilitare l’accesso dei cittadini ai servizi giudiziari attraverso attività di informazione, orientamento e supporto amministrativo, tra cui assistenza nella compilazione e nel deposito di atti, supporto nell’utilizzo dei servizi digitali della giustizia e riduzione del carico di lavoro amministrativo gravante sugli uffici giudiziari centrali.

Tra le proposte operative avanzate dai sindaci c’è quella di mantenere invariato l’attuale assetto dell’ufficio del giudice di pace di Trinitapoli fino al 31 dicembre 2026, per consentire una valutazione responsabile e sostenibile delle soluzioni strutturali da adottare.

È stato condiviso l’avvio di un percorso su due livelli. Da un lato, l’associazione forense si attiverà presso il presidente del tribunale territorialmente competente per individuare soluzioni organizzative alternative idonee a fronteggiare l’attuale carenza di personale, valutando anche la possibilità di attingere a risorse dell’ufficio per il processo o a personale esterno.

Dall’altro lato, i sindaci hanno convenuto di attivarsi sul piano istituzionale, avviando una formale interlocuzione con il vice ministro della giustizia e successivamente con il ministro della giustizia, per comprendere se vi sia l’orientamento del governo a intervenire a sostegno dei comuni che hanno deciso di mantenere attivi i presìdi di giustizia sul territorio.

In tale ambito sarà ribadito che la competenza in materia di mantenimento degli uffici del giudice di pace è in capo allo Stato e che i comuni non sono più nelle condizioni di sostituirsi al governo, in particolare sotto il profilo delle risorse umane, senza il rischio di compromettere l’erogazione di altri servizi essenziali ai cittadini.

Lo sforzo dei comuni di garantire la continuità dell’ufficio del giudice di pace fino all’entrata a regime della riforma è finalizzato a ottenere dal ministero della giustizia l’assegnazione di personale adeguato e formato. In mancanza di tali interventi, non sussisterebbero più le condizioni affinché i comuni possano continuare a farsi carico del funzionamento dell’ufficio.