Autotrasportatore ucciso sulla statale 16: sempre più concreta l’ipotesi del tentativo di rapina

Dopo il colpo di fucile i ladri sarebbero fuggiti. Continuano le indagini dei Carabinieri

Viaggiava con mille euro in tasca, ma i soldi non sono stati toccati, così come il carico del suo furgone. Tuttavia l’ipotesi del tentativo di rapina, finita in tragedia, rimane quella più concreta, secondo gli inquirenti, che stanno indagando sull’omicidio di Luigi Bruno Battipaglia, l’autotrasportatore di 48 anni, originario di Nocera Inferiore, ucciso nella tarda serata di giovedì, sulla statale 16, all’altezza di San Ferdinando di Puglia.

Nelle ultime ore, i Carabinieri hanno effettuato perquisizioni nei confronti di alcuni pregiudicati del posto e raccolto decine di testimonianze di parenti ed amici dell’uomo. Dai loro racconti, non emergerebbero ombre nella vita della vittima. Un imprenditore agricolo dedito al lavoro che, da diversi anni, almeno tre volte a settimana, percorreva la stessa strada. Dalla Campania ai mercati generali di Andria e Molfetta, dove era diretto anche la sera dell’agguato.

Nessun legame, a quanto sembra, con il mondo della criminalità. Circostanze che avvalorano la tesi dell’assalto armato da parte di banditi, avvenuto all’altezza del chilometro 727. Il mezzo dell’autotrasportatore, un furgone Iveco bianco che trasportava prodotti agricoli, sarebbe stato affiancato e poi speronato dall’auto dei malviventi. L’intento, secondo gli inquirenti, sarebbe stato quello di derubarlo del carico ma qualcosa potrebbe essere andato storto.

Un solo colpo di fucile calibro 12, forse esploso a scopo intimidatorio, ha infranto il parabrezza raggiungendo il camionista alla gola, senza lasciargli scampo. Resosi conto dell’accaduto, il commando potrebbe quindi aver deciso di allontanarsi in fretta, senza toccare né il carico né il denaro che la vittima aveva con sé.

Nel tratto di strada dove è avvenuto l’agguato, non ci sarebbero telecamere, ma gli inquirenti stanno comunque verificando la presenza di impianti di videosorveglianza anche a diversi chilometri di distanza. Si cercano tracce del passaggio dei banditi, nella speranza di dare un volto e un nome agli autori dell’omicidio di quello che era definito da chi lo conosceva un uomo “per bene”.