“Costruiamo Insieme” e “Democrazia e Partecipazione” donano crocifisso per aula consiliare

“Costruiamo Insieme” e “Democrazia e Partecipazione” donano crocifisso per aula consiliare

Valente: «Simbolo di sacrificio e dedizione per il prossimo»

I gruppi consiliare “Costruiamo Insieme” e “Democrazia e Partecipazione”, durante la seduta del Consiglio comunale dello scorso 29 dicembre, hanno donato un crocifisso in argento da appendere alla parete dell’aula consiliare di San Ferdinando di Puglia. I donatori hanno affermato che il gesto è stato fatto «nel rispetto dell’articolo 19 della Costituzione, che cita: “Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume”».  A consegnarlo a nome dei due gruppi è stato il consigliere comunale Aniello Valente, a capo di “Costruiamo Inisme”, che ha dichiarato: «Il crocifisso è simbolo di sacrificio e dedizione per il prossimo, principi ai quali intendiamo riferirci nella nostra azione in qualità di amministratori. Il nostro tempo è segnato da cambiamenti tanto radicali quanto veloci, cambiamenti che sempre più di frequente lasciano le comunità senza riferimenti, a partire dalle famiglie sino alla mercificazione dei rapporti interpersonali».

«È in questa ottica che, attraverso la donazione del crocifisso, intendiamo fissare quei cardini che sono fondamento della nostra cultura, tradizione e identità. Perché se un mondo è finito, uno nuovo non è ancora nato. È questione di attualità la procedura intrapresa dalla Commissione Europea nei confronti di uno Stato membro, la Polonia per la precisione, in funzione di legiferazione della stessa in evidente contrasto e violazione di valori comuni, quali la libertà, uguaglianza e democrazia. Personalmente penso che l’Europa sia un’opportunità piuttosto che un limite, pertanto ci auguriamo che attraverso la redazione di una Costituzione europea possano essere fissati a livello normativo, quei principi che hanno già prodotto oltre mezzo secolo di pace e non di guerra».